Dalle Scuole dell’Opera oltre 25.000 euro per “Una Scuola per Gaza”

Dall’Opera Sant’Alessandro oltre 25.000 euro per Gaza: studenti in campo per riaprire una scuola.

Le mani dei bambini della scuola dell’infanzia che preparano piccoli manufatti, i ragazzi delle medie impegnati in raccolte solidali, gli studenti dei licei che organizzano momenti di sensibilizzazione e confronto. È un’intera comunità educante quella che, negli ultimi mesi, si è mobilitata attorno al progetto “Una scuola per Gaza”, promosso dalle Scuole dell’Opera Sant’Alessandro di Bergamo a sostegno della riapertura di una scuola nella Striscia devastata dalla guerra.

Negli ultimi mesi, grazie alle iniziative realizzate durante l’Avvento e proseguite nel tempo di Quaresima, sono stati raccolti altri 10 mila euro. La cifra si aggiunge ai 15 mila euro già devoluti nei mesi scorsi al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, impegnato nel sostegno alle comunità cristiane e alle opere educative nei territori colpiti dal conflitto. 

Un risultato costruito passo dopo passo grazie all’impegno di circa duemila studenti, dai bambini di 3 anni fino ai ragazzi di 19, insieme a insegnanti e famiglie. Ognuno ha contribuito secondo le proprie possibilità: con il tempo, con idee, con piccoli gesti concreti capaci però di trasformarsi in un aiuto reale.

L’iniziativa nasce da un incontro che aveva profondamente colpito gli studenti dell’Opera Sant’Alessandro. Lo scorso novembre il cardinale Pizzaballa si era collegato in videoconferenza con i ragazzi del triennio dei licei, lanciando un appello diretto e senza retorica: “La pace non è uno slogan, ma un cammino lungo”, aveva detto, invitando i giovani a “metterci la faccia”. E soprattutto aveva confidato quello che lui stesso definisce un sogno: riuscire a riaprire una scuola a Gaza.

Parole che all’Opera non sono rimaste teoria. Da lì è nato un percorso educativo che ha coinvolto l’intera comunità. Non soltanto una raccolta fondi, ma un’esperienza concreta di educazione alla solidarietà responsabile e, ancor di più, alla carità evangelica.

In un secondo videomessaggio inviato alla scuola, il Patriarca ha aggiornato studenti e famiglie sulla situazione drammatica della Striscia: edifici scolastici distrutti, famiglie senza casa, insegnanti dispersi. Eppure, proprio in mezzo alle macerie, restano attivi alcuni spazi educativi di fortuna, tra locali parrocchiali e tende improvvisate, dove circa 200 studenti hanno ripreso le lezioni, contro i quasi 2.000 che frequentavano prima della guerra.

Riaprire una scuola significa restituire dignità e futuro”, ha spiegato il cardinale nel suo messaggio di ringraziamento rivolto agli studenti bergamaschi. Un grazie che, nelle intenzioni dell’Opera Sant’Alessandro, non rappresenta un punto di arrivo ma una tappa di un cammino destinato a proseguire.

Le iniziative di Avvento e Quaresima hanno infatti mostrato come anche i più piccoli possano diventare protagonisti di gesti di attenzione verso gli altri. Ed è proprio questo, forse, il risultato più importante del progetto: aver trasformato parole e desideri buoni di carità in esperienza educativa quotidiana, insegnando che la pace si costruisce attraverso responsabilità condivise, piccoli gesti di attenzione e capacità di non dimenticare chi vive nelle situazioni più fragili.

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